La vigilia di Natale in Provenza

« Bòn Nové », è così che si augura « Buon Natale » in Provenza !

In Provenza, il tempo del Natale dura dalla Santa-Barbara (4 dicembre) alla Candelora (2 febbraio), un tempo scandito da un susseguirsi di tradizioni, feste,
riti e usi e costumi.

Il « Cacho-Fio »

Il « cacho-fio » consiste nell’accensione rituale del ceppo di Natale, tradizionalmente in legno di albero da frutto (pero, ciliegio, ulivo). « Cacha le feu » signifi ca accenderlo : si dice anche « Bouta cacho-fio », ovvero « dargli fuoco da
entrambi le estremità ».

Prima di mettersi a tavola, il più anziano e il più giovane fra i presenti posizionano il ceppo davanti al camino e, per tre volte di seguito, gli versano sopra vino cotto prima di metterlo nel focolare e di accenderlo mentre cantano « Alègre ! Diou nous alègre Cacho fi o ven, tout ben ven ; Diou nous fagué la graci de veïre l’an que ven, Si sian pas mai que siguen pas men » che, tradotto, signifi ca : « Rallegriamoci ! Dio ci ha dato la gioia di celebrare il « cacho fi o », tutto va bene ; Dio ci fa la grazia di vedere l’anno che arriva. Se non saremo più numerosi [con le nascite], che non
siamo meno numerosi [con le dipartite] ».

La Grande Cena

La grande cena, subito dopo il « cacho-fio », è un pasto di magro che richiede una vera e propria messa in scena. Il tavolo è l’elemento principale della cerimonia. Viene decorato con agrifoglio a bacche rosse e grano di Santa Barbara.

Le « tre tovaglie » bianche e le tre candele sulla tavola apparecchiata evocano la Trinità. I tredici pani richiamano invece l’ultima Cena con i dodici apostoli e Cristo. Lo stesso vale per i tredici immancabili dessert natalizi, che possono essere messi a tavola fi n dall’inizio della cena, insieme al vino, per impreziosire l’apparecchiatura e ostentare l’abbondanza. E dato che il Natale è la festa della Carità, viene preparato anche il « coperto del povero », pronto ad accogliere un ospite bisognoso.

La vigilia di Natale prevede l’astinenza da carne, quindi il pasto è sì di magro, ma molto
abbondante. Non è contemplato un unico « menù tipico », bensì varianti locali. Di solito, la cena della vigilia di Natale varia a seconda dei prodotti del territorio e alle disponibilità di ciascuno, con differenza fra la Provenza marittima e la Provenza rurale.

Nelle città e nei paesini della costa la fa naturalmente da padrone il pesce, mentre
nella Provenza dell’entroterra sono le verdure ad occupare il posto d’onore. L’abbondanza dei piatti di Natale non è certo quella dei pasti di tutti giorni, anche se le
pietanze restano preparazioni semplici.

I Tredici Dessert

Tredici come il Cristo e i dodici apostoli. I primi quattro dei tredici dessert previsti
sono ingredienti associati ad altrettanti ordini mendicanti che hanno fatto voto di carità :
- noci e nocciole per gli Agostiniani ;
- fi chi secchi per i Francescani ;
- mandorle per i Carmelitani ;
- uva secca per i Domenicani.

Accanto ai quattro dessert “di ordinanza” ne vengono scelti altri in base alle zone, alle città e persino alle famiglie :
- la pompe à huile (« pompa a olio »), una brioche piatta e dolce all’olio di oliva
- il nougat noir e il nougat blanc di Provenza, rispettivamente il torrone nero e quello
bianco
- le mele e le pere
- le prugne
- le arance, i mandarini e le clementine
- il melone di Natale
- l’uva bianca
- la frutta candita
- pasta o marmellata di mele cotogne
- dolciumi vari
- i Calissons d’Aix, un tipico dolcetto alle mandorle
- le bugnes (dette anche merveilles o oreillettes), piccoli bignè ai fi ori di arancia
- la galette di latte
- il dolce di mandorle
- i datteri (talvolta farciti con pasta di mandorle)

Secondo la tradizione, per avere fortuna tutto l’anno, ogni ospite deve mangiare un po’ di ciascun dessert, bevendo anche vino cotto.

La Messa di Mezzanote

Prima della messa vera e propria, si compie il rito della vigilia : si tratta di un momento di raccoglimento accompagnato da canti e musica, fra cui risaltano i cosiddetti « Noëls », ovvero un canto o un cantico in lingua provenzale parte integrante della Pastorale provençale, un’opera teatrale parlata e cantata tipicamente natalizia.

Il cerimoniale della messa di mezzanotte comporta un’animazione particolare nel momento dell’offerta : il cosiddetto pastrage, ovvero l’omaggio dei pastori a Gesù Bambino.