Un incontro teatrale: Trilli ha perso la sua occasione di vita

Uno spettacolo e momenti catturati in piccole storie, con problemi minori accanto a quelli maggiori...

Alain Béhar / Cécile Saint-Paul
Un teatro in divenire, al crocevia tra gioco e performance, un'opera audace e in tempo reale, catturata sul momento, dedicata specificamente alle menti curiose. Questo progetto itinerante di Alain Béhar – autore, attore, regista – è scritto e costruito di teatro in teatro, nel tempo e attraverso la vita, tessendo fili invisibili tra realtà e finzione.

È un ciclo infinito (che cresce ogni giorno) di dialoghi molto brevi, a volte un po' più lunghi, "brief" o istantanee, il più delle volte tra coppie, colte nella loro quotidianità, al tempo stesso ordinaria e unica, a tratti poetica o malinconica. Momenti tratti da piccole storie, con problemi minori accanto a quelli maggiori, delicatamente giustapposti. Sentiamo i suoni del mondo, nelle conversazioni ordinarie, come a casa. Si può anche percepire, sottilmente intrecciata nell'opera, una sorta di impotenza o rassegnazione in gioco di fronte a piccole battaglie che tuttavia portano il peso delle lotte più grandi. È allo stesso tempo bello e brutto, triste e divertente, tenero e ironico. Una sorta di vaudeville decostruito o un "western contemporaneo" intriso di blues.
Dopo lo spettacolo, rinfreschi e un incontro con l'artista.