Descrizione
Un'immersione inquietante nel cuore della giustizia, tra teatro, poesia visiva ed eventi ispirati alla realtà.
Debuttato e acclamato al Festival di Avignone 2024, *Léviathan* di Lorraine de Sagazan esplora le voragini della giustizia istituzionale e ne interroga le alternative. Dopo aver messo in scena *Le Silence* per la Comédie-Française, Lorraine de Sagazan ci conduce in un viaggio nel cuore del sistema giudiziario, ponendo lo spettatore di fronte a situazioni ispirate a fatti reali che sfiorano però il fantastico... Una tragedia-balletto inquietante, sospesa tra sogno e realtà.
Frutto di un lungo lavoro di documentazione e di numerose interviste con avvocati, magistrati, vittime e detenuti, l'opera di Lorraine de Sagazan indaga il funzionamento della giustizia – le sue falle, i suoi vicoli ciechi – attraverso quattro significative scene di giudizio per direttissima. Lì dove la realtà impone una certa brutalità, l'arte teatrale ci trasporta in uno spazio immaginario: una splendida scenografia a forma di tendone rosa pallido, dove personaggi dai volti mascherati confondono i nostri punti di riferimento.
Attori che si muovono come marionette, veri e propri pupazzi... In questo tribunale dalle sembianze circensi, l'evocazione dell'ambivalente figura biblica del Leviatano ci invita a chiederci "chi è il mostro?" e ad andare oltre la visione manichea del bene e del male. Se la messa in scena, estremamente sofisticata, permette di staccarsi da una realtà onnipresente e la sua bellezza visiva è folgorante, la riflessione su una giustizia sbrigativa emerge con ancora più forza, amplificata da musiche e canti dodecafonici che riecheggiano le disfunzioni del sistema. Perché amministrare la giustizia non significa necessariamente rendere giustizia.







