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Ot Sainte Maxime Lea Scappini 8205

Una biodiversità straordinaria

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Nel cuore del Golfo di Saint-Tropez, la biodiversità è straordinaria, ricca sia di specie terrestri che marine, e viene preservata ogni giorno.

Lato terra 

A Sainte-Maxime, la natura è una cornice che invita alla scoperta. Tra colline boscose e massicci montuosi incontaminati, offre un ambiente privilegiato per staccare la spina e ricaricare le energie. In siti classificati e protetti, questo ambiente unico ospita una biodiversità straordinaria che è fondamentale preservare.

  • Il barbitista della Linguadoca

Chiamato localmente «boudrague» in Provenza, questo insetto è privo di ali, da cui deriva il suo soprannome di «cavalletta senza ali». La larva verde si nutre di petali e foglie, mentre l’adulto, di colore nero con sfumature verdi e bianche, diventa onnivoro. Questa specie è sensibile ai disturbi del proprio habitat.

  • La tartaruga di Hermann

Immancabile nel Massiccio dei Maures, la tartaruga di Hermann, detta anche tartaruga dei Maures, è una specie endemica. Esce dal letargo invernale già a metà marzo ed è attiva solo di giorno, approfittando del sole per regolare la propria temperatura. Si nutre di piante selvatiche e di frutti caduti a terra. Contrariamente a quanto si crede, è in grado di percorrere diverse decine di metri al giorno. Essendo una specie protetta, la sua sopravvivenza dipende dal rispetto del suo habitat naturale.

  • La lavanda dei Maures

Soprannominata «lavanda farfalla», la lavanda dei Maures è l’unica varietà di lavanda presente allo stato selvatico nel Massiccio. Cresce su terreni acidi e le sue grandi brattee colorate attirano naturalmente gli insetti impollinatori. I suoi piccoli fiori di un viola intenso sono particolarmente melliferi e contribuiscono alla ricchezza dei mieli del territorio.

  • Il cisto di Montpellier

Grande arbusto molto diffuso nel Massiccio dei Maures, il cisto di Montpellier è facilmente riconoscibile per le sue foglie strette, lucide e aromatiche. Da aprile a maggio produce grandi fiori bianchi, talvolta macchiati. Questo arbusto contribuisce alla biodiversità dei paesaggi mediterranei.

  • La Nymphale del corbezzolo, la farfalla dei Mori

Questa grande e colorata farfalla sfoggia ali marroni e arancione brillante. Si incontra soprattutto da maggio a giugno, poi da agosto a ottobre. Il suo bruco, dotato di piccole corna nella parte posteriore della testa, si nutre quasi esclusivamente di foglie di corbezzolo, il che spiega la sua presenza nei Maures.

  • Il pino parasole

Albero simbolo della costa mediterranea, il pino parasole, o pino da pinoli, con l’avanzare dell’età assume la sua caratteristica forma a ombrello. I suoi lunghi coni contengono i famosi pinoli, molto apprezzati nella cucina provenzale.

  • La tartaruga palustre europea

Nei fiumi, questa tartaruga protetta e discreta cerca luoghi al riparo dall’interferenza umana, dove la vegetazione delle rive le permette di nascondersi. Come tutti i rettili, va in letargo in inverno e riappare tra l’inizio e la fine di aprile, a seconda delle temperature, per godersi le prime giornate di sole.

Côté Mer 

Il Mar Mediterraneo rappresenta un patrimonio vivo e prezioso. La sua ricchezza naturale, la sua biodiversità e la bellezza dei suoi paesaggi marini fanno parte dell’identità del territorio. La salvaguardia di questo ambiente è un impegno fondamentale per Sainte-Maxime, che opera quotidianamente per proteggere le sue spiagge, i suoi fondali marini e le sue specie emblematiche.

  • Il riccio di mare

Il riccio di mare commestibile, con aculei di colore che va dal viola al marrone scuro, si sposta grazie a piccoli piedini dotati di ventose. È in grado di capovolgersi e mimetizzarsi ricoprendosi di alghe o conchiglie. Erbivoro, bruca alghe e posidonia grazie alla sua mascella, chiamata «lanterna di Aristotele». È una specie protetta.

  • Il corallo rosso

Il corallo rosso vive sulle pareti rocciose ombreggiate, talvolta a grandi profondità. Forma colonie composte da migliaia di piccoli polipi organizzati attorno a uno scheletro ramificato di un rosso brillante. I loro tentacoli catturano i microrganismi. Molto sensibile al proprio ambiente, è un eccellente indicatore della qualità dell’acqua.

  • La prateria di Posidonia

Sotto il mare si estendono vere e proprie praterie: le praterie di Posidonia, spesso confuse con le alghe. Questa pianta emblematica del Mediterraneo ha bisogno di luce, di una salinità stabile e di fondali tranquilli. Una prateria in buona salute può raggiungere i 1.000 fasci di foglie per metro quadrato. Produce ossigeno, filtra l’acqua, ospita numerose specie e protegge la costa dall’erosione.

  • Le sterne

Sull’isolotto dei Sardinaux, le sterne comuni hanno trovato un rifugio tranquillo. Giunte nel 2022, tornano ogni estate per riposarsi e riprodursi. Sono presenti anche altre specie, come le sterne zampegrosse e i cormorani. Chiamata «rondine di mare» per la sua coda biforcuta, la sterna comune è un simbolo di questo sito unico per la sua biodiversità.

  • La tartaruga caretta

La tartaruga comune è una specie migratrice che percorre i mari seguendo le correnti. Si nutre di crostacei, molluschi, pesci e alghe. Può misurare fino a 1 metro e pesare circa 130 kg. La sua crescita è lenta e raggiunge la maturità sessuale tardivamente. Oggi minacciata dall’inquinamento e dalla pesca, è una specie protetta.

  • Il Corb

Il Corb è un pesce costiero riconoscibile per la sua livrea scura dai riflessi bronzo. Vive a una profondità compresa tra i 5 e i 30 metri, vicino alle praterie di Posidonia e agli scogli. Si osserva spesso in branchi. Discreto, il suo comportamento tranquillo lo rende particolarmente vulnerabile alla pesca.

  • Il delfino comune

Reso famoso dal cinema e dalla televisione, il delfino comune rimane innanzitutto un animale selvatico da rispettare nel suo habitat naturale. Può raggiungere i 4 metri di lunghezza e spesso supera i 300 kg di peso. Ottimo nuotatore, raggiunge i 25 km/h e può immergersi per oltre 15 minuti per cacciare. Vive in branchi e si adatta a una grande varietà di habitat.